TURISMO PER CASO ? IL DILEMMA PERENNE DELL’ITALIA

Posted on 29/03/2014

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Ancora una volta dei presunti santoni del giornalismo parlano di alcuni argomenti senza conoscerne minimamente termini e condizioni. Che poi sono riassumibili in due parole semplici: INFORMAZIONE e  COMPETENZA.

E’ il caso di Gian Antonio Stella che sul Corriere della Sera di oggi 29 marzo ( http://www.corriere.it/cronache/14_marzo_29/turismo-ecco-perche-non-siamo-piu-primi-91fb5ae0-b70e-11e3-ba7c-41adf96a3a3a.shtml) pubblica un  articolo nel quale ancora una volta si diverte a attaccare gli Italiani per incompetenza , in questo caso nel settore turistico, commentando una Rapporto del TOURING CLUB ITALIA.

Purtroppo dati e info riportati sono completamente travisati ovvero non letti correttamente: Proviamo a sintetizzare qualche osservazione:

  1. Anche  la Svizzera e il Canada erano ai primi posti nei primi anni 50, così come  l’Ungheria nel 1990. Peccato che allora i turisti erano pochissimi e gli altri Paesi  pesavano il 3% e nel 2004 il 42%  e oggi ancora di più. Caro Stella non sono aumentati solo i turisti, ma anche i Paesi concorrenti!!!
  2. C’è  stato certamente il boom del turismo, ma i dati NON vengono rilevati nello stesso modo in tutti i Paesi!.I dati della Francia per esempio sono una stima perché non c’è l’obbligo di comunicazione dati alla Questura come da noi in Italia e quindi i Francesi stimano, giustamente  tutto i turisti,anche quelli delle seconde case, non solo quelli degli alberghi e camping,  mentre noi no. La Puglia – esempio italiano -aveva nel 2012 come presenze ufficiali 13 milioni come effettive stimate 76 milioni!
  3. I  dati riportati nell’articolo sono solo quelli sugli arrivi internazionali e non si tiene conto dei domestici.
  4. Il turismo in Italia è rappresentato dal 60% circa da turismo balneare e montano e dal 40% da turismo culturale

Che il turismo in Italia possa dare molto di più è una certezza alla quale dovrebbero seguire almeno qualche tentativo serio e professionale del tipo:

  1. Basta con tutti gli incompetenti che  si sentono in diritto di pontificare sul turismo: è per questo che il turismo non decolla;
  2. Dare al Turismo una dignità nazionale (qui i numeri di Stella sono riportati correttamente per il peso che potrebbe avere sul PIL pari a ca il 20%) con una politica strategica nazionale, un Ministero o un Dipartimento in un Ministero che ragiona per politiche industriali e non di conservazione. In altre parole ha molto più senso il TURISMO con lo SVILUPPO ECONOMICO che non con i BENI CULTURALI  (RENZI!!!!)
  3. Dare all’ENIT e togliere alle Regioni la funzione principale di promozione all’estero. Come al solito andiamo in 22 e torniamo soli. Forse se andiamo da soli (leggi ENIT) torniamo in 22 (leggi milioni di turisti stranieri in più all’anno)
  4. Il TURISMO è un fenomeno molto complesso dove l’offerta è rappresentata da almeno 10 danti causa (tempo, natura, beni culturali, trasporti, infrastrutture, alberghi, ristoranti , negozi, personale addetto, residenti, ecc, ecc), dove la domanda di esperienze ( come dice Rifkin, ma come dicono tutti gli esperti di turismo seri) è sempre più frammentata dalle scelte delle persone (balneare, culturale, sportivo, enogastronomico, religioso, naturalistico, sportivo, vari incroci tra quelli menzionati, ecc, ecc) e dove la concorrenza , specie nel Mediterraneo è massima e totale . (Il Mediterraneo è il primo polo attratore turistico mondiale con più di 400 milioni di turisti/anno). Ergo va programmato e gestito essendone consapevoli.

 

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