Dalle parole alle azioni: “Manifesto per foreste urbane” il primo risultato del Convegno internazionale di studio “La città senza nome | Foreste urbane” al Museo MAXXI di Roma

Posted on 29/11/2012

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Roma, 29 novembre 2012 – Grande successo per la quarta edizione del Convegno internazionale di studio “La città senza nome. Foreste urbane” a cura di Fulvio Caldarelli, Claudio Cipollini e Maurizio Rossi, organizzato dal Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo e dall’Associazione Italia 2020, presso l’Auditorium del Museo MAXXI di Roma il 22 e il 23 novembre 2012. Due giornate di incontri e riflessioni che hanno saputo accendere il dialogo, la partecipazione e il confronto tra discipline apparantemente distanti per esplorare vizi e virtù del paesaggio urbano e, soprattutto, fornire nuove coordinate per navigare nella complessità della città di oggi e domani.

Tutto questo in direzione di un “Manifesto per le foreste urbane”: non l’ennesima dichiarazione di intenti, ma concreto strumento operativo per gestire la riqualificazione e la vivibilità dei territori. Un documento aperto e condiviso che,
 chiuso il Convegno, sta per essere presentato al Governo nazionale e al Parlamento Europeo.

La struttura delle cinque sessioni (Gestire, Vivere, Muovere, Produrre, Sperimentare) ha superato il tradizionale susseguirsi di “relazioni” a sé stanti per intavolare vivaci conversazioni a più voci tra studiosi, progettisti, artisti e amministratori del territorio.

Claudio Cipollini ha aperto i lavori invitando a “rovesciare la piramide”: per qualsiasi intervento sul territorio è necessario riqualificare l’organizzazione e i processi, coinvolgendo équipe multidisciplinari, e spesso anche multiculturali, che lavorino in forme integrate costituendo una rete. Chi stava alla base della vecchia piramide – le persone interessate dall’intervento – si ritrova in alto, per esprimere bisogni e desideri ed esercitare consapevolmente il ruolo di partecipazione e indirizzo e ottenere così soddisfazione delle proprie esigenze. Per Fulvio Caldarelli, riconvertire la rigogliosa spontaneità degli spazi condivisi nelle rigide geometrie di un “giardino all’italiana” è oggi improponibile: la sfida non può essere che la gestione e la manutenzione di una foresta urbana accogliente, attraverso l’ascolto dei richiami lanciati da chi, quotidianamente, la abita. Tutto questo per progettare le possibilità della città, pìù che la città in se stessa: uno scenario in costante divenire in cui soggettività diverse possano trovare residenza e cittadinanza (Maurizio Rossi).

Tra le istanze raccolte dai partecipanti:costruire una via tutta italiana alle smart city, che non guardi al paesaggio urbano esclusivamente come luogo dei consumi (Andrea Granelli), rovesciare la dinamica top-down nell’erogazione di servizi come la mobilità: il cittadino non deve più rincorrere il trasporto pubblico, ma viceversa (Carlo Ratti – Senseable city del MIT), tornare ad osservare le città con gli occhi del pedone (Giandomenico Amendola), promuovere le virtù sociali dei beni comuni (Luigino Bruni) e porre al centro la persona (Padre Cesare Atuire), promuovere la fruizione esperienziale e affiancare un processo integrato di comunicazione fra attori pubblici e privati (Fabiola Sfodera), rinnovare il potere dell’utopia e e della visionarietà: le città della mente sono le uniche destinate ad avere un futuro (Vitttotino Andreoli), progettare in forma aperta: il progetto è itineranza e mediazione (Gian Piero Jacobelli).

Un vivace dibattito che ha chiamato in causa chi, di fatto, governa lo spazio dell’abitare: Leonardo Marras (Presidente Provincia di Grosseto),
Luigi Mastrobuono (Direttore Generale Confagricoltura),
Gianni Pittella (Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo) e Francesco Rossi (Assessore all’urbanistica del Comune di Rende).

La natura propositiva e operativa dell’intero progetto si è espressa anche attraverso la piattaforma web di www.cittasenzanome.org che continua a registrare segni e segnali lanciati dalla cittadinanza digitale per tracciare una nuova mappa delle priorità e delle urgenze che costellano lo stato dei luoghi.

Il Convegno si è svolto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio di:

Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco – Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Pianificatori – Istituto Nazionale di Urbanistica – Commissione Europea – Comune di Roma – Associazione per il Disegno Industriale – Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva – IULM.

Un appuntamento organizzato in collaborazione con il Museo MAXXI Architettura, con il contributo di Eurosky Tower. Con la partecipazione di: Fondazione Volume! – PrimaPersona

Media partner: Abitare – EcoSeven – Technology Review – Nota Bene

Sito web ufficiale www.cittasenzanome.org

Ufficio stampa: Blueforma design consultants press@cittasenzanome.org Tel. 06 58303065

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