Lettera del presidente di Italia2020 Claudio Cipollini al Primo Ministro Mario Monti sulla dismissione del patrimonio pubblico

Posted on 19/06/2012

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Egregio Sen. Prof. Mario Monti, Ministro dell’Economia

Egregio Prof. Vincenzo Grilli, Vice Ministro dell’Economia

Egregio Dott. Stefano Scalera, Direttore Agenzia del Demanio

 

Oggetto: Dismissioni patrimonio immobiliare pubblico

 

Egregi signori,

la presente per presentare una proposta che la nostra Associazione ha messi a punto nei mesi scorsi con l’obiettivo di ottimizzare la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. Sappiamo che questo rappresenta un importante fonte di ricavo per colare parte del debito, ma riteniamo altresì che sia l’occasione per cogliere almeno cinque obiettivi, se l’azione verrà gestita con un’adeguata efficienza e con un approccio integrato e complessivo. In particolare la dismissione patrimoniale potrà infatti consentire di generare il massimo ricavo possibile, tenuto conto del valore potenziale degli immobili derivante principalmente dalla loro localizzazione.

 

1. Migliorare la mobilità urbana

Recenti studi hanno dimostrato come il costo di un metro cubo di uffici e commercio possa arrivare a diminuire intorno al 20% se realizzato in prossimità (1km) di stazioni di ferrovia e metropolitana urbana grazie alla minore incidenza di inquinamento e di incidentalità dovuta alla diminuzione di traffico su gomma causata dagli utenti e addetti attratti dagli spazi. A ral proposito va tenuto presente che tutto il patrimonio immobiliare anche dismettibile delle Ferrovie dello Stato è localizzato naturalmente presso stazioni ferroviarie e che a loro volta sono localizzate in aree centrali e semi centrali e quindi di pregio e valore attuale o facilmente determinabile, così come sono localizzate in aree centrali e semi centrali sia gli immobili della Difesa sia le sedi di molti uffici statali e comunali. Tutto ciò dovrà pertanto determinare di premiare attraverso maggiore cubatura tutti gli immobili localizzati presso snodi di interscambio di trasporto pubblico e invece disincentivare la realizzazione di nuovi o il riuso funzionale di immobili localizzati in aree difficilmente servibili da trasporti pubblici su ferro.

2. Digitalizzazione

Fattore di arricchimento e sostenibilità dovrà essere quello di non consentire di realizzare gradi cubature monofunzionali rischiamo così di facilitare la mobilità urbana invece di contenerla e diminuirla per gli effetti inquinanti ed economici che determina. In parallelo tutti gli spazi e le aree pubbliche dovranno essere dotate di infrastrutture digitali.

3. Edilizia Verde

Caratteristica fondante dovrà essere quella di normare l’’obbligatorietà di realizzare o riqualificare gli immobili esistenti con materiali ecocompatibili e impianti di energia rinnovabili, impedendo qualsiasi altri scelta, anche al fine di favorire l’innovazione imprenditoriale.

4. Responsabilità e competenze

Si tratta di trasformare la “piramide” decisionale in una “rete” di responsabilità dove, una volta definito l’obiettivo di riqualificazione di un’area urbana (in questo caso in forma sperimentale l’immobile dismesso), è delegato al progettista, al realizzatore e al gestore la responsabilità di eseguire l’intervento lasciato alla P.A. il compito di “monitorare” e non più di “permettere”, innescando in tal modo notevoli liberalizzazioni di processi, di creatività e di ritorno certo di investimenti senza tralasciare il contributo di tale azione alla lotta alla corruzione.

5. Conduzione, partecipazione, comunicazione

Individuare –pur in forma sperimentale- modalità di partecipazione delle persone interessate (P.A., imprese, progettisti, utenti, cittadini nelle diverse forme e modalità di interessi rispetto all’intervento) agli interventi che siano innovativi e rispondenti ai principi di condivisione e collaborazione.

 

Le caratteristiche degli obiettivi su riportati non avranno nessuna incidenza sull’attratività degli investitori e sulle rispettive redditività poiché i costi supplementari di investimento derivanti dai punti 2 e 3 e quelle derivanti dal punto 1 per il pubblico, saranno bilanciati dalla quantità di cubatura realizzabile. In altre parole, sarà preferibile aumentare il cubaggio dell’esistente e del nuovo se localizzato secondo le caratteristiche del punto 1 a fronte dell’associazione di realizzare edifici con le caratteristiche di cui ai punti 2 e 3. Il risultato finale entro i prossimi dieci anni sarà, allora, di aver contribuito a riqualificare le città italiane e renderle più sostenibili e vivibili, dotandole nel contempo di servizi e funzioni moderne e innovative, creando anche un indotto nei settori industriali e produttivi di materiali ecocompatibili di energie rinnovabili. Il tutto, comunque, ottimizzando i ricavi delle dismissioni.

 

Nell’auspicare che il nostro contributo possa essere utile, cogliamo l’occasione per inviare i nostri più distinti saluti.

Il Presidente

Claudio Cipollini

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