“Condivisione e collaborazione per lo sviluppo dei territori?”

Posted on 23/01/2012

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Il 19 gennaio 2012 si è tenuto il workshop “Condivisione e collaborazione per lo sviluppo dei territori?”. Di fronte ad un uditorio di 200 persone e con l’intervento di 30 relatori, l’incontro è stato moderato da Giorgio Santilli de Il Sole 24 Ore, alla presenza dell’autore, docente universitario, manager e presidente dell’associazione Italia 2020, Claudio Cipollini.

Gli italiani vogliono avere un ruolo più attivo nei governi locali e nazionali. Lo dimostra l’indagine “Canali di espressione in democrazia. Democrazia partecipativa. L’opinione degli italiani”, svolta da Format per l’associazione Italia 2020 (Campione della ricerca: 842 interviste, interviste telefoniche, sistema Cati, 24 novembre – 2 dicembre 2011). Dall’indagine emerge, tra l’altro, che più della metà dei cittadini italiani vorrebbe essere coinvolta direttamente – e con una frequenza regolare – nella discussione delle leggi e nell’elaborazione di progetti locali e nazionali che riguardano la società. In particolare, il 64% non ritiene che oggi sia più necessario il lavoro di intermediazione di partiti, sindacati, associazioni di categoria e vorrebbe avere voce in capitolo nelle decisioni, non solo nel momento di espressione del voto. In tale ambito, lo sviluppo sostenibile dei territori, sempre più complessi e ingovernabili, è un importante banco di prova per sperimentare nuove forme di partecipazione della società civile. Il workshop del 19 gennaio è nato dal desiderio di avviare questo esperimento. Sono stati invitati a dare il loro contributo cittadini, studenti, rappresentanti delle istituzioni, esponenti politici che, in tre minuti, hanno risposto alla domanda: “Condivisione e collaborazione per lo sviluppo dei territori?”.

Questa iniziativa congiunta ha rappresentato:

1) l’occasione per presentare Italia 2020, una piccola associazione culturale composta da un gruppo di cittadini che, accogliendo l’invito dell’Unione Europea per uno sviluppo concreto e sostenibile del nostro Paese, mette a disposizione le proprie esperienze e professionalità per contribuire al raggiungimento di questo traguardo nel 2020;

2) l’opportunità di presentare un libro, “La mano complessa. Approcci per i territori nel postmoderno”, che propone, attraverso la metafora della mano complessa, la messa in pratica di metodi e processi innovativi – non più basati su manuali e leggi preconfezionate – per riqualificare le “foreste urbane”. Questo, attraverso approcci multidisciplinari e sistemici e, dunque, con strumenti che siano vere e proprie “cassette degli attrezzi”, considerato, peraltro, il periodo storico piuttosto frammentato e pieno di incertezze in cui viviamo.

 

Dichiarazioni dei partecipanti

Claudio Cipollini, autore de “La mano complessa”, docente universitario, manager e presidente dell’associazione Italia 2020: “Parlare di sviluppo non significa limitarsi a considerare l’indice dello spread. Lo sviluppo di certo non passa attraverso il numero di cellulari o di macchine a testa. Sviluppo significa, piuttosto, avviare una progettualità che preveda che l’auto-espressione e la formazione si realizzino all’interno del bene comune e non seguendo logiche egoistiche. Il vero povero, oggi, è colui che non è inserito in reti sociali. Le comunità sono le vere ricchezze”.

Padre Caesar Atuire, amministratore delegato di Opera Romana Pellegrinaggi: “Utilizzo la metafora della piramide invertita, traendola dal libro ‘La mano complessa’ di Claudio Cipollini. È necessario invertire la piramide decisionale, dando priorità ai cittadini e mettendo i politici al loro servizio. L’obiettivo è favorire la crescita e lo sviluppo di una democrazia fondata su una partecipazione più completa”.

Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, cultura, turismo della Regione Puglia: “L’attuale crisi economica ha evidenziato un’emergenza: la burocrazia. La s-burocratizzazione assume, oggi, una rilevanza fondamentale per avviare una nuova crescita delle imprese italiane”.

Giovanni Legnini, senatore del Partito Democratico “Lo sviluppo territoriale si muove, tra l’altro, attraverso due fattori chiave: la valorizzazione dei giovani e l’attivazione di nuove politiche di formazione per favorire la collaborazione”.

Luigi Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura: “Le grandi opere sono un patrimonio simbolico, in grado di portare ricchezza ai territori che le ospitano. Tuttavia, per sviluppare a pieno le loro potenzialità, è necessario siano poste in rete”.

Mario Morcellini, capo Dipartimento comunicazione e ricerca sociale, Università La Sapienza: “La domanda ‘Condivisione e collaborazione per lo sviluppo dei territori?’ è scontata. Certamente la risposta è ‘sì’. C’era bisogno di chiederlo? È necessario che si sviluppi una politica del fare, invece che basarsi su ideologie che sono ormai morte. Ed è anche necessario che la pubblica amministrazione si apra ai giovani”.

Camilla Mottironi, studentessa: “Il territorio di competenza delle iniziative di volontariato non ha confini geografici perché corrisponde con il bisogno. Le istituzioni sono necessarie per il terzo settore, non esclusivamente per il sostegno economico che possono fornire ma per la legittimazione delle associazioni e del loro operato”.

Paolo Cespa, presidente associazione Kim: “La politica non è più in grado di risolvere i problemi dei cittadini. È necessario un ripensamento in chiave maggiormente pragmatica. I giovani devono essere messi in grado di competere e noi dobbiamo dare loro tutti gli strumenti per farlo”.

Natale Forlani, direttore generale immigrazione, Ministero del lavoro: “La complessità dei processi paralizza e rende inefficienti. Tuttavia la semplificazione non deve corrispondere con un processo di omogeneizzazione, che penalizza l’autonomia e l’espressione”.

Giuseppe Tripoli, capo Dipartimento imprese e internazionalizzazione, Ministero dello Sviluppo economico: “Condivisione significa concordare gli obiettivi. Ma non solo, anche il modo di raggiungere gli obiettivi per lo sviluppo dei territori. Si tratta di un processo complesso che deve essere messo in atto, altrimenti il rischio è di non arrivare mai al risultato”.

Giuseppe Sciarrone, amministratore delegato Nuovo Trasporto Viaggiatori.

Sono intervenuti inoltre: Federica Alatri, consulente; Matteo Caroli, vice preside della facoltà di Economia della LUISSAntonio De Martini, imprenditore; Riccardo Deserti, responsabile della segreteria tecnica del Ministro dell’Agricoltura; Luigina Di Liegro, ex assessore alle politiche delle sicurezze della Regione Lazio; Andrea Granelli, presidente di Kanso Consulting; Romolo Guasco, direttore centrale rete associativa – Confcommercio; Alberto Mattiacci, professore di Economia e Gestione d’impresa alla Sapienza; Francesco Montera, direttore generale di Promuovi Italia; Giovanni Quarzo, consigliere comunale di Roma; Antonio Romano, presidente di INAREA e docente de La Sapienza; Franco Rossi, direttore del dipartimento di pianificazione territoriale – Campus di Arcacavata – Università della Calabria; Fabiola Sfodera, docente de La Sapienza; Cesare Vaciago, direttore generale del Comune di Torino; Riccardo Venturini, professore emerito de La Sapienza.

 

Opinioni diverse, ma orientate agli stessi obiettivi di crescita e partecipazione, in un momento delicato per il Paese e per i cittadini che devono riacquistare fiducia nei confronti delle loro rappresentanze attraverso l’attivazione di una comunicazione più diretta tra loro, le imprese e chi hanno delegato a governarli.

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