Nuvola per volare oltre

Posted on 02/10/2011

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Al forum e-G8 McKinsey ha pubblicato un report sulla crescita economica legata a internet: in Italia arriva al 12% dell’aumento del Pil nel quinquennio 2004-2009. Se l’Italia “apre i dati” e incentiva la nascita di nuove iniziative imprenditoriali che capitalizzano sui dati e sulla delivery di servizi pubblici in cui le nostre istituzioni sono particolarmente deboli (carenze infrastrutturali e di competenze interne alla PA, assenza di un vero comparto internet con legislazione specifica), la crescita nel prossimo decennio (al 2020) può essere ben più sostanziosa di quel 12% che rappresenta la crescita in un periodo in cui lo sfruttamento delle nuove tecnologie è stato quasi fortuito.

Esperti di settore internet parlano di quadruplicare queste percentuali, fattori plausibili se si pensa che l’UE nel 2006 ha valutato in 27 miliardi di euro il solo potenziale di mercato dei dati aperti. Al 2011 quel valore stimato è quasi raddoppiato. Eppure ancora si muove poco o nulla la parte istituzionale nell’incentivare questa crescita che le imprese da sole non possono perseguire. Ad oggi, si continua ad incentivare pesantemente stampa e televisione. Troppo spesso togliendo preziose risorse al settore internet. La crisi? Forse non ci sarebbe se invece di finanziare tv, giornali e banche si aiutasse la nascita e la crescita del web con contratti di settore, finanza di rischio, disponibilità di dati e infrastrutture pubbliche di connettività, piattaforme informative e di servizio, ecc. In Italia urge maggiore efficienza, tempestività e qualità dei servizi pubblici come pure urgente è introdurre strumenti in grado di ottimizzare le modalità di erogazione dei servizi massimizzando la soddisfazione dell’utenza, imprese e cittadini.

Dal pari non può essere sottovalutato che le attuali crisi economiche, ecologiche e sociali spingono inevitabilmente a cercare nuovi modi di pensare e agire. Creativitàinnovazione in un ecosistema digitale generano imprese “eticamente sane” e rendono trasparente e non mediato il rapporto tra istituzione e società civile (un computer non riconosce “raccomandazioni” ne confini invalicabili). Questi nuovi paradigmi possono spingere la società verso la prosperità se e solo se le istituzioni abbassano le barriere verso imprese e cittadini, creando e offrendo loro dati e infrastrutture per crescere (connettività, informazioni/dati, piattaforme che agevolino i processi di business). La storia di questo paese testimonia che quando lo Stato offre le basi (una semplice autostrada) la creatività italiana interviene e porta il paese a crescere, inventando lambrette e auto. La creatività in un nuovo ecosistema digitale costituisce il cuore della cultura, del design e dell’innovazione e la storia economica di questo paese è inconfutabile; la risoluzione di crisi strutturali dipende dalla capacità delle persone di disegnare nuovi percorsi di sviluppo che lancino le comunità locali e portino verso una nazione moderna in un ecosistema economico sostenibile.

L’open data, il cloud computing oggi sono treni da non perdere per riprendere la via di uno sviluppo finalmente sostenibile. Nuove forme e piattaforme di servizio e conoscenza passano attraverso la coscienza storica di un paese e la gran parte delle innovazioni può essere generata persino ricombinando ciò che già esiste, nell’incredibile diversità dei 1000 territori italiani, sfruttando ‘nuvole’ (infrastrutture HW, SW, informative e di servizio) per aprire collegamenti diretti tra i territori italiani e il mercato globale. L’italia ha una diversità culturale che rappresenta 1000 spunti creativi e motori per l’innovazione, 1000 luoghi e 1000 prodotti, opportunità di una nuova economia in cui lo stimolo della creatività diviene stimolo di una nuova imprenditoria e nuova crescita socio-economica; fatti questi già ampiamente dimostrati dalla preponderanza di PMI nel tessuto produttivo delle località italiane e da micro-imprese che spesso da sole mettono in piedi vendite su web e crescono by-passando le stesse inefficienze dei sistemi locali e generando nuovo business per l’indotto ICT. Evidenza questa che il sistema Italia può ripartire catalizzando le energie locali, le 1000 Italie, attraverso un ecosistema digitale.

Il sistema delle imprese è infatti caratterizzato in Italia da un’altissima percentuale di micro e piccole imprese sotto i 10 addetti (96% su 6 milioni e 100 mila di tutta l’Italia). Il sistema ha, dunque, notevoli potenzialità di sviluppo se viene supportato a integrarsi fisicamente e culturalmente alla “rete”. I dati e quello che emerge da recenti studi non danno un quadro rassicurante. Tuttavia ci sono alcune cose che si possono fare per iniziare e dare un contributo:

  • avvio di percorsi di ricambio generazionale entro 5 anni nelle funzioni P.A. strategiche per l’e-Gov;
  • trasferimento in un fondo unico per l’e-Gov per istituzioni e imprese di tutte le linee di finanziamento riconducibili o utilizzabili per infrastrutture HW e SW in progetti e-Gov;
  • priorità ai progetti in economia di scala nazionale da distribuire per il riuso locale, inserendoli nella “nuvola”;
  • campagne di sensibilizzazione degli stakeholder per ogni progetto e utilizzo dei social network al fine di sensibilizzare, raccogliere idee ed esigenze di cittadini e imprese, fornire in quelle sedi servizi e interloquire con loro democratizzando i processi di e-Gov;
  • istituzione di un roster EU di imprese e specialisti dell’ICT con processi di selezione qualitativamente validi e trasparenti;
  • lancio esclusivo di Piani di sviluppo dei Progetti e-Gov che coinvolgano imprese private e siano a carattere (minimo) decennale, consentendo di capitalizzare sulla “long tail” di tali iniziative, possibilmente puntando alla loro autosostenibilità finanziaria dopo il terzo anno di start up ed esercizio sostenuto da fondi pubblici.

La proposta concreta è quella di realizzare una “nuvola digitale”, una vera e propria “piattaforma web di servizi” basata sui principi dell’open governemnt, degli open data e del’e-partecipacion nella quale includere interventi e strumenti online già realizzati dalle varie Istituzioni (Camere di Commercio, Provincie, Regioni, Comuni, Ministeri, Unione Europea, ecc). Sarebbe l’occasione per ottimizzare le risorse già spese negli anni, semplificandone l’utilizzo, migliorandone l’efficacia e mettendole a sistema e in rete tra di loro. Questa è la base sulla quale avviare una fase di collaborazione innovativa e interistituzionale, necessaria per costruire un futuro possibile oltre che sostenibile. Insomma: meno hardware, meno complessità gestionale, più servizi reali e immediati per cittadini e imprese.
Una “nuvola”, questa, di servizi informativi e operativi già collaudati negli anni sui territori e pronti a essere messi in rete a disposizione di tutti con poche centinaia di migliaia di euro. Un’inezia se paragonato alle “avventure” milionarie dell’e-Gov degli ultimi anni. Avventure purtroppo finite nel nulla, con zero benefici per cittadini e imprese. Occorre, anche, incrementare e sviluppare molto di più interventi e formazione, oltre che l’informazione dedicata ai giovani e alle imprese. C’è ancora infatti molto da fare sulla banda larga, sul Wi-Fi, sull’open data, sulla formazione nelle scuole e nelle imprese, sull’innovazione della classe dirigente. Un paradigma, che deve cambiare incentivando la cultura dell’innovazione competitiva e le azioni ad essa propedeutiche, dovrebbe:

  • incoraggiare la crescita di competenze attraverso la conoscenza;
  • fare da incubatore delle idee generate dalle nuove competenze;
  • favorire la clusterizzazione tra imprese;
  • favorire un uso corretto delle nuove tecnologie, massimizzando il ritorno sul suo potenziale altamente innovativo;
  • rimettere in circolo idee, oltre ai dati e le informazioni pubbliche, per generare nuove conoscenze e competenze riavviando la catena del valore;
  • istituire e mantenere un registro nazionale dei “core strategic IT services” per tutelare organizzativamente e economicamente quei servizi IT che non possono essere “spenti mai” (INGV per il monitoraggio di terremoti e vulcani, sistemi pagamento tasse, sanità 24/24, intelligence economica per le imprese, ecc).
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