Una piattaforma digitale per contribuire alla rinascita del Mezzogiorno

Posted on 24/07/2011

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Il sistema delle imprese del Mezzogiorno è caratterizzato da un’altissima percentuale di micro e piccole imprese sotto i 10 addetti (97% su 2 milioni, rispetto ai 6 milioni e 100 mila di tutta l’Italia). Il sistema ha notevoli potenzialità di sviluppo se viene supportato a integrarsi fisicamente e culturalmente alla “rete”. I dati che emergono non danno un quadro rassicurante. Basta citare quattro informazioni per fotografare la situazione:

  • l’ “e-intensity index” del Mezzogiorno è 56 contro 64 del resto dell’Italia. L’Italia peraltro è – nell’ambito dei paesi OCSE – al penultimo posto con 63 punti contro i 138-140 di Giappone, Corea del Sud e Danimarca. L’indice considera tre aspetti: l’Enablemnt, ovvero la disponibilità del broadband fisso e mobile ( peso del 50%); l’Expenditure, ovvero la quantità di spesa online di consumatori e imprese(peso 25%); l’Engagement, ovvero il livello di attività di consumatori, imprese e Istituzioni (peso 25%). (Fonte: “Internet in Italia” Boston Consulting Group -2010). L’indice è stato ideato dal Boston Consultino Group e considera tre aspetti: l’Enablemnt: ovvero la disponibilità della banda larga; l’Expenditure: ovvero la quantità di spesa online di consumatori e imprese; l’Engagement: ovvero il livello di attività on line di consumatori, imprese e Istituzioni;
  • i servizi online erogati dalla Pubblica Amministrazione locale (Regioni, Provincie, Comuni e CdC) nel Mezzogiorno rappresentano il 30% del totale italiano (Rapporto “E-gov.Impresa 2010” – Retecamere 2010).
  • delle 53 iniziative di Open data della PA italiana, nessuna è del Mezzogiorno (Elaborazione Retecamere da fonti varie – 2011);
  • le PMI attive sul Web sono cresciute, negli ultimi 3 anni, dell’1,2%.

E’ un dato significativo se lo si paragona al calo del 2,4%  delle imprese che sono provviste esclusivamente del sito e del 4,5% delle imprese che non lo hanno affatto.

Lo scorso 19 luglio a Trapani, La Camera di Commercio di Trapani, l’Unione Regionale delle Camere di Commercio e Retecamere (la società di progettazione integrata del sistema camerale italiano) hanno lanciato una proposta concreta: realizzare una Piattaforma digitale del Mezzogiorno, una vera e propria “nuvola di servizi” basata sui principi del governo aperto (O

open governemnt), dei dati aperti (open data) e della partecipazione in rete (l’e-partecipacion) nella quale includere interventi e strumenti online già realizzati dalle varie Istituzioni (Camere di Commercio, Provincie, Regioni, Comuni, Ministeri, Unione Europea, ecc). Sarebbe l’occasione per ottimizzare le risorse già spese negli anni, semplificandone l’utilizzo, migliorandone l’efficacia e mettendole a sistema e in rete tra di loro. Questa è la base sulla quale avviare una fase di collaborazione innovativa e interistituzionale, necessaria per costruire un futuro possibile oltre che sostenibile. Insomma: meno hardware, meno complessità gestionale, più servizi reali e immediati per cittadini e imprese.

Il modulo base della Piattaforma comprenderà:

  • il Pacchetto Infovalorizzazione Imprese per consentire agli imprenditori di ogni territorio di conoscere e informarsi su quanto offrono per loro le istituzioni internazionali e nazionali;
  • il Pacchetto Ciao Impresa, per consentire alle imprese registrate presso le Camere di Commercio (sono oggi 100.000 nel Mezzogiorno e 400.000 in Italia) di essere informate ed interagire per e-mail, sms, fax;
  • il Pacchetto Octopus, che cerca, aggrega, rielabora e cataloga informazioni e dati e li ridistribuisce attraverso internet;
  • il Pacchetto SIT, dove sono utilizzabili informazioni e banche dati utili alle imprese per valutare i rischi, conoscere le autorizzazioni per avviare un’attività, essere al corrente delle agevolazioni, fare un business plan;
  • il Pacchetto SNI, per supportare e assistere i neo imprenditori on-line.

L’appuntamento è per il 2012, quando la piattaforma sarà on-line.

Intanto si stanno anche progettando e realizzando altri Pacchetti che aggregheremo alla Piattaforma nel triennio 2012-2015:

  • Il Pacchetto SEN, che prevede la realizzazione di un social network pubblico per le imprese di qualsiasi dimensione. Gli obiettivo sono: la realizzazione e promozione di progetti e iniziative partecipate pubblico-privato (p.e. reti d’impresa) e l’attivazione di nuove sinergie e cluster d’impresa. Sarà un luogo virtuale dove condividere idee, progetti e realizzazioni;
  • Il Pacchetto BIS – Business Information Service, una banca dati che integra quella del registro imprese con informazioni sulla vita commerciale, finanziaria e di produzione dell’azienda, espandendo gli scopi e l’efficacia dell’attuale Ciao Impresa;
  • Il Pacchetto OPEN – LAB, in collaborazione con il CNR, che prevede la realizzazione di una piattaforma di raccordo tra PMI, risorse scientifiche e centri di ricerca del CNR. L’obiettivo è consentire alle imprese di entrare in contatto diretto e immediato con il mondo della scienza, per favorire l’innovazione di prodotti, processi e servizi, avvalendosi del know-how scientifico preziosissimo che questo paese ha e deve incoraggiare e sviluppare. È una ricetta possibile per limitare il fenomeno del brain drain (fuga di cervelli), valorizzandoli proprio tramite il rapporto diretto tra ricerca di base e imprese.

Una nuvola, questa, di servizi informativi e operativi già collaudati negli anni sui territori e pronti a essere messi in rete a disposizione di tutti con poche centinaia di migliaia di euro. Un’inezia, se paragonato alle ‘avventure’ milionarie dell’e-gov degli ultimi anni. Avventure purtroppo finite nel nulla, con zero benefici per cittadini e imprese.

È evidente che tutto ciò non basta per rimuovere i tre macigni. Occorre incrementare e sviluppare molto di più interventi e formazione, oltre che l’informazione dedicata ai giovani e alle imprese. C’è ancora infatti molto da fare sulla banda larga, sul Wi-Fi, sull’open data, sulla formazione nelle scuole e nelle imprese, sull’innovazione della classe dirigente.

Proviamo a seguire la strada indicataci recentemente da Michel Porter – uno dei più famosi economisti e strateghi – di cui è uscito recentemente un intervento molto interessante sulla Harvard Business Review (gennaio-febbraio 2011), scritto insieme a Mark Kramer, di cui abbiamo già parlato. L’articolo lancia alcune idee per reinventare il capitalismo e scatenare una nuova crescita, integrando i concetti di progresso economico e progresso sociale. Porter e Kramer sostengono che la società di oggi – suddivisa in pubblico e privato, amministrazione della cosa pubblica e imprese private, ma anche imprese sociali – deve rivisitare le attuali posizioni e interazioni, considerando il progresso come un obiettivo unitario e integrato e non come derivata di una lotta tra opposte concezioni, tra permessi e licenze, tra profitto e rendicontazione sociale. Non più, quindi, la “mano invisibile” di Adam Smith, ma la condivisione, da parte dell’impresa, delle politiche di sviluppo economiche e sociali con l’ambiente esterno, con il territorio di riferimento (i cluster). La parola d’ordine oggi è: valore condiviso.

Vogliamo rovesciare la piramide. La proposta, allora, è aprire un tavolo progettuale sulla rete, on-line, dove incrementare e condividere progetti e interventi. (vedi anche su Facebook Piattaforma Digitale Mezzogiorno).

Molti (troppi) dirigenti italiani – dietro la scrivania – si devono ricredere. Il processo è iniziato: la piramide si sta rovesciando.

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